lunedì 4 settembre 2017

Al Lido due film italiani in concorso: "Ella & John" (The Leisure Seeker) di Paolo Virzì e "Una famiglia" di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti

Sono approdati al Lido i primi due film italiani in concorso, anche quando si tratta del primo film ‘americano’ di Paolo Virzì “The Leisure Seeker” (da noi uscirà col titolo “Ella & John), tratto dal romanzo “In viaggio contromano” di Michael Zadoorian, e dell’opera seconda di Sebastiano Riso, angosciante ritratto di una coppia, sullo sfondo del feroce ‘mercato di neonati’, con lusso di particolari presi direttamente dalla cronaca.

Il primo – con i due grandi attori come Donald Sutherland e Helen Mirren, anglosassoni doc e americani d’adozione, narra la storia di una coppia di anziani che decide di partire nel loro vecchio camper di famiglia, contro il parere di tutti, per godersi insieme l’ultimo viaggio d’amore che Virzì ha definito “trionfale, pieno di gioia e di rispetto”. Un film che ben possiamo inserire nella nostra serie “la rivincita dei nonni sul grande schermo” (con “Our souls at Night” con la coppia Redford-Fonda, e il recente “Un profilo per due” con Pierre Richard), che il regista ha deciso di realizzare per una “scommessa” spinto da sceneggiatori e produttori. E rispetto al libro qualcosa è cambiato, visto che “la
visione pacchiana dell’America” è stata ridimensionata a partire dai protagonisti, lui è un professore di letteratura, lei malata ma piena di vita. Se la critica americana è stata negativa, quella italiana lo ha acclamato. “Virzì è uno capace di avere uno sguardo universale – ha detto Sutherland -, e non necessariamente italiano, mai cinico, e sempre pieno di amore. La sua idea sul film ci sembrava la migliore possibile, e così l’abbiamo girata”.
“A volte ci vuole un occhio esterno per svelare la vera natura di una nazione – ribatte la Mirren - e di una cultura. E’ una cosa potente, e quello è lo sguardo che Paolo ha dato al film: col suo humor, la sua sensibilità, la sua umanità”. “Una famiglia”, invece, è un dramma duro e crudo su una realtà terribile come il “mercato dei neonati”, e accumula orrore su orrore, tragedia alla tragedia. Però è il crudele ritratto di una coppia, il cinquantenne Vincent (Patrick Bruel) e la trentenne Maria (intensa e tormentata Micaela Ramazzotti), apparentemente appassionata e felice che conduce un’esistenza appartata nella Roma indolente e distratta dei giorni nostri.
Eppure, quella quotidianità dall’apparenza così normale lascia trapelare un terribile progetto di vita portato avanti da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore incondizionato. “Esiste un mercato nero di bambini anche in Italia – dichiara Riso -, come in molti paesi del cosiddetto Terzo Mondo, che si tiene in piedi grazie a una fortissima richiesta. Prova ne sono le numerose inchieste che si sono susseguite in questi ultimi anni dal Nord al Sud d’Italia. Nel corso delle nostre ricerche (con gli sceneggiatori Andrea Cedrola e Stefano Grasso ndr.), abbiamo avuto modo di ricevere spunti e suggerimenti dal Procuratore Raffaella Capasso, che ha seguito alcuni casi, quando era alla procura di Santa Maria Capua a Vetere”.
Il suo sguardo sui protagonisti è al tempo stesso amorevole e crudele, visto che la macchina da presa sta loro sempre appresso, prigionieri di un inferno quotidiano da cui è difficile fuggire e che li spinge all’autodistruzione. “Sincerità e discrezione – aggiunge autore di “Più buio di mezzanotte” - sono alla base del mio approccio alla messa in scena: senza risultare invadente, volevo essere presente, sempre accanto a Maria. La macchina da presa è sempre presente in scena, fisicamente addosso ai protagonisti, operata interamente a mano e pronta ad accompagnarli nella loro performance. Una macchina da presa che volerà via durante una scena cruciale e violenta, in modo da riflettere sulla nostra indifferenza, sul nostro essere ciechi e sordi al
dolore che ci circonda, alla violenza che si consuma nell’appartamento accanto al quale viviamo”. Un film che farà discutere – uscita nelle sale dal 28 settembre – perché darà fastidio a chi non vuol vedere una realtà, da noi più che altrove, difficile come quella delle adozioni, dato che per una coppia eterosessuale ci vogliono almeno cinque anni, mentre per single e omosessuale è pressoché impossibile. Ed è comunque un colpo al cuore e l’altro allo stomaco, perché si tratta di ‘horror’ quotidiano di cui la cronaca giornaliera è piena. Questo film è, volutamente, un grido di dolore. José de Arcangelo

venerdì 1 settembre 2017

"L'amore non ha età e non cambia mai, anzi migliora", parola dei Leoni d'Oro Jane Fonda e Robert Redford al 74° Festival di Venezia

La terza giornata della 74a. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata illuminata e conquistata da due vecchi ‘leoni’ del cinema hollywoodiano e internazionale: Jane Fonda e Robert Redford, entrambi Leoni d’Oro alla carriera, appunto. La coppia conosciutasi sul set oltre cinquant’anni fa (erano “A

piedi nudi nel parco”) si sono ritrovati poco fa (a quasi quarant’anni da “Il cavaliere elettrico” che verrà proiettato in loro omaggio) per il film prodotto da Netflix e dal ‘mecenate’ Redford stesso, “Our Souls at Night” (Le nostre anime di notte) di Ritesh Batra, che viene presentato – fuori concorso - stasera in anteprima al Lido. Se Robert dice che “voleva far un altro film con Jane prima di morire”, Jane ribatte che
“E io volevo ancora innamorarmi di Robert, bacia ancora bene a 80 anni come ai 20”. E insieme confermano che “l’amore non cambia con l’età, anzi migliori” come il sesso. Il film di Batra narra l’incontro di due solitudini, due vicini di casa, che ormai vedovi decidono di ‘dormire’ insieme, risvegliando una reciproca curiosità celata per cinquant’anni. Dopo l’apertura con “Downsizing” di Alexander Payne con Matt Damon, che prospetta cosa accadrebbe se, per rispondere al problema della sovrappopolazione, alcuni scienziati norvegesi scoprissero come rimpicciolire
le persone a una decina di centimetri di altezza, e proponessero di attuare questa soluzione nel giro di duecento anni; sempre nel concorso, viene oggi proiettato “Human Flow” di Ai Weiwei (Germania), un film sulla tragedia degli immigrati – più di 65 milioni sono stati costretti ad abbandonare case e paese negli ultimi anni - raccontato con uno stile che sfiora addirittura la poesia. Nel concorso, passato anche “Lean on Pete” (Charley Thompson, in Italia), in cui – dopo “Weekend” e “45 anni” – l’inglese Andrew Haigh torna ai sentimenti in una sorta di western contemporaneo e romanzo di
formazione più amaro che dolce, tratto dal romanzo di Willy Vlautin. Protagonista è il quindicenne Charley (Charlie Plummer) che, dopo la morte del padre, inizia un viaggio-fuga con un cavallo da corsa ferito a una zampa, e quindi condannato a morte. Presentato anche l’apocalittico Paul Schrader con “First Reformed”, una lacerante riflessione su fede, ecologia ed esistenza, ispirato a Georges Bernanos attraverso Robert Bresson. Gli interpreti Ethan Hawk e Amanda Seyfried .
Venerdì 8 settembre alle ore 11 presso lo Spazio Anica/Cinecittà Luce - sala Tropicana dell’Excelsior -, durante la 74.a Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica, saranno consegnati a due film in concorso i due premi collaterali “La Pellicola d’Oro” al “Migliore direttore di Produzione Film Italiano de La Biennale di Venezia” e al “Migliore direttore di Produzione Film Internazionale de La Biennale di Venezia”. Il prestigioso premio cinematografico è promosso ed organizzato dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis. Il Comitato d’Onore che decreterà i due vincitori è formato dal Presidente di giuria Francesco Martino de Carles
(produttore esecutivo) e dai giurati Paolo Masini (Mibact), Maurizio Amati (Produttore), Gianluca Leurini (Produttore Esecutivo), Fabio Benigni (AS.For.Cinema) e lo stesso Enzo De Camillis. “La Pellicola d’Oro” è un riconoscimento, giunto alla sua VIII edizione, che ha come obiettivo portare alla ribalta quei ‘mestieri’ il cui ruolo è fondamentale per la realizzazione di un film ma che, allo stesso tempo, sono praticamente ‘sconosciuti’ o non correttamente valutati dal pubblico che frequenta le sale cinematografiche o guarda i film sui canali televisivi. Accanto a questi riconoscimenti però, non mancano
premi speciali che vengono assegnati ad altri esponenti del cinema, dello spettacolo e della cultura, che si sono particolarmente distinti nella loro carriera anche in relazione al positivo rapporto instaurato con le maestranze, tecnici e artigiani che operano sul set. Dallo scorso anno, inoltre, “La Pellicola d’Oro”, ha varcato i nostri confini con due appuntamenti importanti a Lisbona (Portogallo) e a Sofia (Bulgaria) in cui si è tenuta la prima edizione del Premio Cinematografico.
L’ingresso al Palmarès della “Pellicola d’Oro” tra i premi collaterali alla 74.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia segna un grande traguardo per far conoscere ancora di più al pubblico un premio dedicato a chi fa il cinema ma lavora sempre dietro le quinte. I nomi dei direttori di produzione dei Film italiani in concorso: Direttore di Produzione – Daniele Spinozzi per il film "Ammore e Malavita" dei Manetti Bros Direttore di Produzione – Mario Rossi per il film "Hannah" di Andrea Pallaoro Direttore di Produzione Attila Mancarella per il film "Una famiglia" di Sebastiano Riso Direttore di Produzione – Alberto Monte per il film "The Leisure Seeker" di Paolo Virzì

sabato 29 luglio 2017

La 74.a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia all'insegna della realtà (virtuale) fra emigrazione e crisi della famiglia. 4 i film italiani nel concorso su una ventina disseminati nelle altre sezioni. Leone d'Oro per Redford & Fonda

La 74.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – dal 30 agosto al 9 settembre 2017 -, stavolta ospita ben 4 film italiani nel concorso internazionale, altri 4 nella sezione Orizzonti e tanti altri (una ventina in totale) disseminati nelle diverse sezioni ufficiali e/o autonome. E non mancano le opere prime e seconde, mentre gli argomenti vanno dalle migrazioni alla crisi della famiglia, con un particolare sguardo sul mondo femminile. Quindi, quest’anno si evita una delle solite polemiche sulla presenza italiana o meno nel primo grande festival cinematografico della storia.

Anche perché lo stesso direttore Alberto Barbera ha ammesso di lamentarsi spesso dello sbilanciato rapporto quantità e qualità dei film italiani, “quest'anno invece la situazione è pressoché capovolta, la qualità dei titoli selezionati è molto alta e c'è stato davvero l'imbarazzo della scelta. Se una rondine non fa primavera, più rondini portano un segnale davvero positivo”. Almeno fino alla presentazione vera e propria quando più di qualcuno avrà da ridire sulle scelte, ma andiamo ai titoli più attesi come il primo film americano di Paolo Virzì “The Leisure Seeker” (Ella & John) con Helen Mirren e Donald Sutherland, da una sceneggiatura di Stephen Amidon e i fedelissimi Francesco Piccolo e
Francesca Archibugi; la nuova rivisitazione di genere nel musical napoletano dei Manetti Bros. in “Ammore e Malavita” su camorra e neomelodici – l’anno scorso c’è stato il trionfo di “La la Land” -, con Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Serena Rossi e Carlo Buccirosso; “Una famiglia” di Sebastiano Riso, che aveva esordito proprio alla Settimana Internazionale della Critica tre ani fa con “Più buio di mezzanotte”, con Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel; e il debuttante Andrea Pallaoro con “Hannah” con Charlotte Rampling, unica protagonista.
Non è stata trascurata la presenza americana fra ritorni d’autore e nuove proposte, così come del cinema europeo, in particolare la Francia, fra debutti e coproduzioni internazionali. Tornano al Lido, Darren Aronofsky con “Mother!” interpretato da Jennifer Lawrence, Javier Bardem e la rediviva Michelle Pfeiffer; Paul Schrader – appena uscito in Italia il precedente “Cane mangia cane” - porta “First Reformed” con Ethan Hawke e Amanda Seyfried; Guillermo del Toro con il ‘fiabescologico’ “The Shape of Water” con Sally Hawkins e Michael Shannon; Alexander Payne “Downsizing” con Matt Damon e Christoph Waltz; George Clooney “Suburbicon” con ancora Matt Damon fra Julianne Moore e Oscar Isaak; mentre il veterano Frederick Wiseman presenta “Ex
Libris – The New York Public Library”. Dalla Francia ritornano Abdellatif Kechiche (aveva conquistato Venezia con “Cous Cous” e Cannes con “La vita di Adèle”) con “Mektou, My Love: Canto Uno”, coproduzione con l’Italia; l’inimitabile Robert Guédiguian con “La Villa” sempre con un cast di fedelissimi capeggiati dalla moglie-musa Ariane Ascaride e Jean-Pierre Darroussin; Xavier Legrand con “Jusqu’à la garde”. Anche i registi cinesi portano film di coproduzione come Vivian Qu “Angels Wear White” (Francia), Ai Weiwei “Human Flow” (Germania), mentre il libanese Ziad Doueiri firma “The Insult” (ancora Francia). Un film australiano, “Sweet Country” di Warwick Thornton con Sam Neill; uno israeliano “Foxtrot” di Samuel Maoz (coprodotto da Germania, Francia, Svizzera); uno dalla Gran Bretagna “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh, ambientato in America, con Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell; e uno giapponese “The Third Murder” di Koreeda Hirokazu.
Importanti autori anche nelle proposte fuori concorso, quali Jon Alpert con il documentario “Cuba and The Cameraman”; Gianni Amelio con il corto “Casa d’altri (eventi speciali) sul terremoto ad Amatrice; Ritesh Batra che firma “Our Souls at Night” con Jane Fonda e Robert Redford che si ritrovano sul set più di 50 anni dopo “A piedi nudi nel parco” di Gene Saks e “La caccia” di Arthur Penn e a quasi trenta da “Il cavaliere elettrico” di Sydney Pollack, quest’anno entrambi Leoni d’Oro alla carriera; David Batty col documentario “My Generation” (Gran Bretagna) con Michael Caine; Antonietta De Lillo con “Il Signor Rotpeter con Marina Confalone; il nuovo ‘doc’ di Abel Ferrara “Piazza Vittorio”; Stephen Frears che torna a dirigere Judi Dench in “Victoria & Abdul” con Ali Fazal, Eddie Izzard; William Friedkin con The Devil and Father Amorth, che
tornai ai temi de “L’esorcista”, stavolta con un documentario; Rachid Hami con “La Mélodie” (Francia); il redivivo Takeshi Kitano con “Outrage Coda” (film di chiusura) interpretato dal suo alter ego, ovvero Beat Takeshi. Ma ci sono anche il nuovo film dell’argentina Lucrecia Martel “Zama”; quello dello spagnolo Fernando Léon de Aranoa “Loving Pablo”, con Bardem e Penelope Cruz, su Escobar; degli italiani Francesco Patierno “Diva!” con Barbora Bobulova; Silvio Soldini “Il colore nascosto delle cose” con Valeria Golino e Adriano Giannini; e di Giovanni Totaro con il documentario “Happy Winter.
Senza dimenticare altre sezioni come Orizzonti (gli italiani “Nico” di Susanna Nicchiarelli; “La Gatta Cenerentola” di Alessandro Rak, già autore de “L’arte della felicità”; “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez e “La vita in comune” di Edoardo Winspeare; e tra gli altri l’argentino “Invisible” di Pablo Giorgelli, regista del precedente “Las acacias”), Classici restaurati (da “Non c’è pace tra gli ulivi” a “Novecento”) e la rassegna nuova di zecca - annunciata da Barbera stesso - sulla realtà virtuale e che “non sarà il futuro del cinema ma una sperimentazione e una ricerca che coinvolge già ora anche molti cineasti tradizionali”; e quelle autonome come la 32.a Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli autori. Sono tantissimi i film che è impossibile nominarli tutti qui. José de Arcangelo

lunedì 24 luglio 2017

Dal 2 al 27 agosto 2017 ritorna in provincia di Siena la rassegna estiva di cinema italiano indipendente, curata e prodotta da Visionaria Film Festival

Dal 2 al 27 agosto a San Gimignano, Castelnuovo Berardenga, Sovicille e Monteriggioni, ritorna la rassegna estiva di cinema italiano indipendente curata e prodotta da Visionaria Film Festival con anteprime e incontri con gli autori. Tra le novità: aperitivi, presentazioni di libri e anche una passeggiata inedita sulle tracce dei luoghi raccontati dai film In scena “La voglia matta. Di fare cinema e raccontare storie con le immagini. Una voglia visionaria e irrazionale di restituire con un punto di vista personale qualcosa di universale. Ma anche di parlare direttamente ad un pubblico che ha la stessa voglia matta di farsi trasportare dentro la vita degli altri”. E’ proprio questa ‘voglia matta’ (titolo di una non dimenticata commedia di Luciano Salce con Tognazzi e la Spaak) a caratterizzare l’edizione 2017 di “Fuori Fuoco”, la rassegna estiva di cinema italiano indipendente che quest’anno celebra il nono anno di vita, con una selezione di opere d’eccezione.

Tanti sono i titoli che dopo aver vinto menzioni di onore nei grandi festival internazionali ed essere stati apprezzati dalla critica internazionale, arriveranno in provincia di Siena per la prima volta, per essere proiettati gratuitamente all’aperto e in luoghi non tradizionalmente destinati al cinema a San Gimignano, Castelnuovo Berardenga, Sovicille e Monteriggioni. Tutto questo e molto altro all’insegna della passione per il cinema d’autore e indipendente senza dimenticare il mondo dei cortometraggi che saranno proiettati prima di ogni film.
La programmazione di Fuori Fuoco 2017 si apre e si chiude con due pellicole dedicate al mondo del circo “Mister Universo” di Tizza Covi e Rainer Frimmel (San Gimignano - Rocca di Montestaffoli 2 agosto) e “Circle” di Valentina Monti (Castellina Scalo - Monteriggioni, 27 agosto). Tra i film in calendario c’è anche “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu (San Gimignano - Rocca di Montestaffoli 3 agosto) e il suo cast d’eccezione con Sergio Rubini e Ennio Fantastichini. Invece direttamente dal Festival di Cannes a Vagliagli arriva il film “Sicilian Ghost Story” di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, già premiatissimi per “Salvo”. Primo film italiano ad aprire la Semaine de la Critique e un’anteprima assoluta per Siena (Vagliagli - Giardini del Centro storico - 6 agosto). Da non perdere anche i due film dedicati al tema dell’ambiente che trovano la loro collocazione ideale nel Museo del Bosco di
Orgia: "Settegiorni" di Rolando Colla, indipendente e prolifico autore svizzero, anticipato dalla presentazione del libro “Amianto” di Alberto Prunetti in programma venerdì 11 agosto e "La pelle dell'orso" di Marco Segato in programma sabato 12 agosto subito dopo la presentazione del libro di Aurore Navarro "I castagneti della Montagnola senese e della val di Merse - Sunto storico dal medioevo ai giorni nostri".
Nella selezione di Fuori Fuoco c’è anche un film sulla paternità gay “Il padre d’Italia” di Fabio Mollo (Vagliagli, Castelnuovo Berardenga - 5 agosto). Infine, la chicca della rassegna è rappresentata dal film “Shalom Italia” dell’israeliana Tamar Tal Anati, la cui proiezione sarà anticipata da una inedita passeggiata nei luoghi narrati nel film. (Villa a Sesta, Castelnuovo Berardegna – 19 agosto).

mercoledì 24 maggio 2017

Torna per festeggiare il suo decennale, alla Casa del Cinema di Roma, la Festa del Cinema Bulgaro con i film di recente produzione e tanti ospiti, attori e registi

Per festeggiare il suo decennale, la Festa del Cinema bulgaro torna alla Casa del Cinema di Roma con una non stop di cinema e cultura da giovedì 25 a domenica 28 maggio 2017, a cui per la prima volta si aggiunge anche un’edizione a Milano, dal 22 al 24 settembre.

Un focus su una cinematografia, quella bulgara, straordinariamente suggestiva per la sua ricerca di linguaggi nuovi e diversi. Come tradizione il pubblico avrà l’occasione di incontrare alcuni tra i protagonisti più celebri del cinema bulgaro quali gli attori Malin Krastev, Gerassim Georghiev-Gero, Vladimir Penev, Elena Boycheva, Vasil Banov, Stefan Denolyubov, i registi Dimitur Kotsev-Shosho, Todor Matsanov, Magdalena Ralcheva, lo sceneggiatore Nikolay Kolev e la giornalista Evgenia Atanassova.
Il film in programma: "Il pubblico ministero, la difesa, il padre e suo figlio" di Iglika Trifonova (2015), giovedì 25 alle 20,30; venerdì "Vacanzieri"di Ivailo Penchev (2016), alle 18.30, e "Hristo" di Todor Matsanov e Grigor Lefterov (2016), alle 21.00; sabato lo sconvolgente e attuale "The Lesson" di Kristina Grozeva e Petar Valchanov (2014), alle 18.30, già uscito nelle sale italiane due anni fa, e "Scimmia" di Dimitar Kotsev - Shosho (2016), alle 20.30; domenica, alle 17.30, il documentario "Un ponte verso Christo" di Evgenia Atanasova (2016); alle 18.30 "12A" di Magdalena Ratcheva (2017) e, alle 20.30, "Glory" di Kristina Grozeva e Petar Valchanov (2016), successivo film degli autori di "The Lesson".
Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. Inoltre, l'ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni: www.festacinemabulgaro.com

sabato 6 maggio 2017

Biografilm Festival dal 9 al 19 giugno a Bologna nel segno della danza, non solo

Torna a Bologna – dal 9 al 19 giugno 2017 – il grande cinema biografico con Biografilm Festival, stavolta sull’onda dei film sulla danza, con ben dieci (due documentari) film ambientati all’Opera di Parigi. L’apertura è riservata a “La danseuse” (Io danzerò, nelle sale dal 15 giugno), opera prima di Stephanie Di Giusto, dove la poliedrica Soko interpreta Loie Fuller, la cui celebre ‘serpentine dance’ diede il via alla rivoluzione che porterà alla nascita della danza moderna. Nel cast ancora Lily-Rose Depp nel ruolo della giovanissima Isadora Duncan.

Ma tra le attesissime anteprime del festival vanno segnalati “L’Opera” di Jean-Stéphane Bron, in un ironico dietro le quinte; “Relève – Histoire d’une création” sul celebre coreografo de “Il cigno nero” (e poi marito di Natalie Portman) Benjamin Millepied; e l’altra opera prima “Move! Dance Your Life” di Fanny Jean-Noel, sorta di viaggio poetico a passo di danza in giro per il mondo. Biografilm Festival non è soltanto fiction e documentari biografici ma un concentrato di opere di giovani e vecchi autori che in modo innovativo raccontano storie di vita e di opere. E, infatti, al tema della rivoluzione digitale, che completa il triennio dedicato alla vita ai tempi di internet e i cui titoli verranno annunciati nelle prossime settimane, oltre alla danza, c’è sempre il Concorso Internazionale che ospiterà – come ogni anno – 10 imperdibili anteprime che concorreranno all’Unipol Best Film Award / Biografilm Festival 2017.
Anche in questa sezione ci sono due opere prime: “Nothingwood” di Sonia Kronlund (Francia-Germania) – film d’apertura della sezione – sull’eclettico Salim Shaheen, regista-scrittore-attore-produttore afghano, maestro a noi sconosciuto ma indiscusso del cinema di serie Z, e la sua eccentrica e travolgente troupe; e “Amazona” (Colombia), un’affascinante riflessione (autobiografica) sui rapporti famigliari e sul confine tra dovere e libertà personale diretto da Clare Weiskopf.
Gli altri titoli “Bobbi Jene” di Elvira Lind (Danimarca-Svezia-Israele-Usa), sulle tracce di Bobbi dagli Usa a Tel Aviv, dove ha trovato il suo maestro nel coreografo Ohad Naharin, creatore del Gaga (il linguaggio del movimento); “It’s Not Yet Dark” di Frankie Fenton (Irlanda), su Simon Fitzmaurice, un uomo che combatte il proprio demone ogni giorno: la SLA; “Karenina & I” di Tommaso Mottola (Norvegia), dove l’attrice norvegese Gorild Mauseth che, non ha mai recitato in russo, decide di accettare la sfida di interpretare la Karenina a Vladivostok; “Quand J’etais Cloclo” di Stefano Knuchel (Svizzera), sulla propria famiglia che è sopravvissuta ad alcol, droghe, galera,
depressione, dagli anni ’70 ad oggi; “Spettacolo” (Usa-Italia) di Jeff Malmberg & Chris Shellen, sul piccolo borgo toscano, Montichiello, dove ogni anno va in scena la vita di paese; “To Stay Alive: a Method” di Arno Hagers, Erik Lieshout, Reiner van Brummelen (Olanda), quando nel 1990, in una stanza di Parigi, Michel Houellebecq cominciò a scrivere il suo famoso saggio ‘Rester vivant”, era sull’orlo del baratro. Oggi Iggy Pop rilegge le sue parole e dialoga con lo scrittore. I due titoli mancanti verranno annunciati nel corso delle prossime settimane.
In Contemporary Lives, sezione dedicata a personaggi e temi che hanno segnato il nostro presente, sono opere prime “Stranger in Paradise” di Guido Hendrikx, “Dream Empire” di David Borenstein, e “Dream Boat” di Tristan Ferland Milewski. Mentre tra i nuovi autori italiani si segnalano Marco Martinelli alla sua prima esperienza cinematografica con il biopic, pop e visionario, “Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, in anteprima mondiale (Biografilm Art) e Raffaele Passerini con “Il principe di Ostia Bronx”, poi Serena Mignani con “Etre et Durer”, Alessandro Redaelli “Funeralopolis a
Suburban Portrait” e Fabio Paleari “I bagnini e le bagnanti”, tutti e tre in concorso Biografilm Italia. E ancora “Cinema Grattacielo” di Marco Bertozzi, sul Grattacielo di Rimini, costruito nel 1959, monumento al progresso al di sopra della vecchia Italia povera e rurale, destinato ai più abbienti, oggi abitato da inquilini multiculturali. Ed è un’opera prima anche “La principessa e l’aquila” (The Eagle Huntress) di Otto Bell – presentato alla Festa del Cinema di Roma (Voci del domani) - di cui verrà presentata in anteprima la versione italiana in collaborazione con Sky Cinema, alla presenza di Lodovica Comelio, voce narrante del film.
Consacrazione definitiva quest’anno delle sezioni Biografilm Art e Music, legate a doppio filo al tema portante della danza: tra le imperdibili anteprima, oltre al già citati, “Manifesto” diretto dall’artista e regista Julian Rosefeldt, in cui la premio Oscar Cate Blanchett interpreta ben 13 personaggi diversi. Evento al Biografilm Follower “Bill Viola: the Road to Saint Paul’s” di Gerald Fox e “Rumble: the Indians who Rocked the World” sul ruolo determinante che i nativi americani hanno avuto nella nascita e lo sviluppo della musica rock.
I film di finzione della sezione Biografilm Europa, oltre “La danseuse”, arriva “L’Odysée” di Jérome Salle, su Jacques Costeau; “Tom of Finland” di Dome Karukoski sull’omonimo disegnatore finlandese, devenuto grazie alle sue illustrazioni punto di riferimento per la cultura gay del XX secolo; e l’italiano “Après la guerre”, opera prima di Annarita Zambrano, con Giuseppe Battiston e Barbora Bobulova, in anteprima mondiale dopo il Festival di Cannes. Anche in chiusura della kermesse un film di fiction, “The Lost City of Z” di James Grey, con Sienna Miller e Tom Holland, il nuovo Spider-Man.
Tra le anteprima di documentari e biopic, anche in questa edizione non mancano gli omaggi ai più imporanti autori e artisti contemporanei: Peter Greenaway e Piera Degli Esposti, ai quali verranno consegnati il Celebration of Lives Award. Inoltre una retrospettiva dedicata a Sabina Guzzanti, con particolare attenzione ai suoi documentari, e gli omaggi al maestro del documentario Angus Macqueen e al duo Michele Mellara e Alessandro Rossi.
Invece, dall’1 al 20 giugno, torna l’appuntamento con Biografilm Park, rassegna di eventi fuori sala ospitati nella suggestiva location del Parco del Cavaticcio: tre settimane di concerti aperti al pubblico per un programma che unisce il meglio delle band indipendenti e alternative italiane ed esclusivi ospiti internazionali. Da Cody Chesnut (1/06) a Cristina Donà (6/06); da Angela Baraldi (9/06) a Enzo Avitabile (12/06); da Francesco Motta (15/06) a Dente (16/06) agli Zen Circus (17/06). José de Arcangelo

sabato 1 aprile 2017

Alla XVIII edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, i protagonisti saranno due registi: la polacca Agnieszka Holland e il turco Nuri Bilge Ceylan

La regista polacca Agnieszka Holland e il regista turco Nuri Bilge Ceylan sono “I Protagonisti del Cinema Europeo”, sezione del Festival del Cinema Europeo diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano, la cui XVIII edizione si terrà a Lecce dal 3 all’8 aprile.

Due volte candidata agli Oscar (nel 1985, con “Raccolto amaro” nella categoria Miglior film straniero e nel 1990 con “Europa Europa”, per la Sceneggiatura non originale, film con il quale vince il Golden Globe), Agnieszka Holland ha iniziato in Polonia – nata a Varsavia nel 1948 - la carriera cinematografica come assistente di Krzysztof Zanussi collaborando poi con il maestro Andrzej Wajda, purtroppo scomparso sei mesi fa. Il sorprendente “Attori di provincia”, uno tra i film emblema del “cinema dell'inquietudine morale”, è stato premiato dalla critica al Festival di Cannes nel 1980. E, nel 1981, la regista emigra in Francia.
La Holland ha lavorato molto anche per la televisione americana in numerose e celebri serie come “House of Cards”, “The Wire”, “Cold Case”, “Rosemary’s Baby”, “Treme” e la recente “The Affair”. Il Festival del Cinema Europeo propone una selezione delle sue pellicole, scelte insieme alla regista stessa, tra cui “Spoor” (Pokot) presentato nrlla scorsa edizione della Berlinale, dove ha riscosso grande successo di critica.
I film in programma: “Screen Test” (Zdjecia próbne, 1977), “Attori di provincia” (Aktorzy prowincjonalni, 1979), “Una donna sola” (Kobieta samotna,1981) , “La febbre” (Goraczka, 1981), “Europa Europa” (1991), “Olivier, Olivier” (1992), “Il giardino segreto” (The Secret Garden, 1993), “Washington Square - L'ereditiera” (1997), “In Darkness” (W ciemności, 2011), “Spoor (Pokot”, 2017).
Premio Miglior regia con “Le tre scimmie” nel 2008 al Festival di Cannes, Nuri Bilge Ceylan per lo stesso film viene candidato all’Oscar per il Miglior film straniero, prima pellicola turca a essere candidata dall’Academy in questa sezione. Ma Nuri Bilge Ceylan, con “Cocoon”, è stato anche autore del primo cortometraggio turco a essere presentato in concorso nel 1995 al Festival di Cannes. E Cannes “diventa” per il regista una vetrina fondamentale per la propria carriera: nel 2003 con “Uzak” si aggiudica il Grand Prix; nel 2009 viene chiamato a far parte della giuria del festival francese; nel 2011 con “C'era una volta in Anatolia” si aggiudica nuovamente il Grand Prix e nel 2014 vince la Palma d'oro per “Il regno d'inverno”.
Il Festival del Cinema Europeo oltre a presentare la rassegna completa dei film di Nuri Bilge Ceylan presenta anche una Masterclass (giovedì 6 aprile alle ore 11.00) durante la quale il regista turco parlerà del proprio percorso al pubblico presente. I titoli in programma: “Koza” (1995), “Kasaba” (1997), “Nuvole di Maggio” (1999), “Uzak” (2002), “Il piacere e l'amore” (2006), “Le tre scimmie” (2008), “C'era una volta in Anatolia (2011), “Il regno d'inverno” (2014).
Realizzato dalla Fondazione Apulia Film Commission e dalla Regione Puglia con risorse del Patto per la Puglia (FSC), il Festival del Cinema Europeo è ideato e organizzato dall’Associazione Culturale “Art Promotion” con il sostegno del Comune di Lecce e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale Cinema. Il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
“manifestazione d’interesse nazionale”, è membro dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e si pregia del Patrocinio del Parlamento Europeo, del Centro Sperimentale di Cinematografia, del S.N.G.C.I., della FIPRESCI, del S.N.C.C.I., del Centro Nazionale del Cortometraggio, dell’Agiscuola.

lunedì 27 marzo 2017

"La ragazza del mondo" vince il Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime assegnato dal pubblico. Altri premiati, "Il più grande sogno" e "The Pills"

Nella serata di venerdì 24 marzo, il film “La ragazza del mondo” di Marco Danieli si è aggiudicato la tredicesima edizione del Premio Cinema Giovane & Festival delle opere prime. I premi, assegnati dal voto del pubblico, sono stati consegnati dai rappresentanti degli Enti Patrocinanti. Altri film scelti e premiati dalla commissione della Manifestazione con il voto del pubblico sono: “Il più grande sogno” di Michele Vannucci con il protagonista Mirko Frezza, “The Pills - Sempre meglio che lavorare” di Luca Vecchi, presenti e premiati nella cerimonia. La Direzione artistica ha conferito un Premio speciale al giovanissimo attore

Andrea Pittorino per l’ interpretazione nel film “La vita possibile ed al regista Ivano De Matteo”. Notevole presenza del pubblico che ha avuto modo di assistere gratuitamente alle proiezioni. E’ toccato alla competente e qualificata commissione - composta da cinque critici e giornalisti cinematografici e dal direttore artistico del festival Pietro Murchio - selezionare le migliori opere prime distribuite nel 2016 in Italia. A completare il programma sei opere prime selezionate e un film scelto per qualità: “Due euro l’ora” di Andrea D’Ambrosio, “L’Universale” di Federico Micali, “I Cormorani” di Fabio Bobbio, “Fräulein - Una fiaba d’inverno” di Caterina Cairone, “WAX: We Are The X” di Lorenzo Corvino, “La pelle dell’orso” di Marco Segato e “La vita possibile” di Ivano De Matteo. Le proiezioni dei film sono state accompagnate in sala dalle interviste con gli autori.
Buona partecipazione degli studenti delle scuole medie superiori del Comune di Roma e Regione inseriti nel Programma Educazione Cinema d’Autore, oltre al voto previsto nelle matinée a loro dedicate, hanno avuto la preziosa opportunità di prendere parte al “Concorso di scrittura della migliore recensione”. La vincitrice del concorso è Francesca Pantano dell’ Istituto Croce-Aleramo. Il Premio Cinema Giovane è il cuore dell’annuale Settimana culturale dell’Associazione che tra l’altro ha previsto nel foyer dell’Auditorio, per animare le 5 giornate della rassegna, la consueta Mostra di arti figurative, giunta alla XXXVI edizione, con l’esposizione di quasi settanta opere, in gemellaggio con l’Associazione Nicola Zabaglia.
Inoltre, la locandina della manifestazione ha incluso anche un interessante Forum sul tema ‘Il cinema Giovane Italiano nel rinnovamento’, impreziosito dalla partecipazione di cineasti ed esperti del settore. Alla cerimonia di Premiazione, condotta da Franco Mariotti, hanno partecipato oltre ai numerosi artisti coinvolti nella rassegna, anche eminenti rappresentanti degli enti patrocinanti, come Regione Lazio e Municipio II di Roma. Tra i presenti: Michele Vannucci e Mirko Frezza (“Il più grande sogno”), Marco Danieli, Antonio Manca, Umberto Smerilli (“La ragazza del mondo”), Luca Vecchi (“The Pills”), Caterina
Carone (“Fraulein”), Lorenzo Corvino (“WAX: We are the X”) ed inoltre, Ginevra De Carolis e Valentina Guglielmi per “Il Grande sogno”, Luigi Di Capua per “The Pills”, Andrea Pittorino e Arianna Diana per “La vita possibile”, Lucia Mascino, Esmeralda Calabria e Daria D'Antonio per “La pelle dell'Orso”, Ivano De Matteo (“La vita possibile”), e tanti altri.

venerdì 24 marzo 2017

Un fantastico viaggio 'archeologico' nel mondo e nella storia del cinema nel grande parco a tema di "Cinecittà World". E la nuova stagione si presenta rinnovata e ricca di attrazioni, eventi, spettacoli, appuntamenti e omaggi

Cinecittà Worl si aggiorna, si rinnova e si arricchisce. Dal 25 marzo 2017 i visitatori scopriranno un ‘nuovo’ parco che offre 6 aree a tema, 10 nuove attrazioni, 7 spettacoli al giorno, e soprattutto a prezzi ridotti rispetto al 2016, ed un calendario fitto di eventi – posizionati nei weekend e/o nei festivi – sempre a tema. La passeggiata ‘archeologica’ nella storia del cinema si snoda attraverso un nuovo percorso di visita nelle 6 aree a tema: mondi immersivi, separati da portali scenografici, con set e attrazioni dedicati ai grandi generi cinematografici. Quindi, una vera avventura da film, l’antica Roma, per tornare indietro nel tempo

con la grande novità di quest’anno: “Ben Hur”, dove il pubblico verrà invitato a vivere il brivido della corsa proprio sulle bighe. Spaceland, come anticipa il titolo, è un immersione nello scenario dei film di fantascienza, ovvero un rinnovato coaster a tema spaziale: “Altair”. Il mitico Far West (rivisitato e rivoluzionato dallo ‘spaghetti western’) riaffiora in un’area che ricrea la cittadina del vecchio West; mentre Adventure Land offre un passaggio nella Foresta Indiana, e Sognolabio è lo spazio dedicato ai più piccoli.
Ai sei nuovi spettacoli al giorno – tra cui il pluripremiato “Inferno”, che rivisita Dante attraverso le diverse trasposizioni cinematografiche -, si aggiungono a “Gangs of Musical”, uno show ballato e cantato dal vivo, che ripercorre i film musicali più famosi – ovviamente non tutti – della storia. Entrati dallo storico portale di Cinecittà World (copia dell’originale del 1937) si attraversano le fauci del Grande Moloch (dal film “Cabiria”) a custodia del Parco. Inizia allora una sorta di ‘Viaggio allucinante’ nel mondo del cinema di ieri, di oggi e di sempre. Ecco in dettaglio: lo spettacolo comincia
all’apertura del parco, dalle 10 del mattino in Cinecittà Street (anche quella ideata dal tre volte premio Oscar Dante Ferretti per “Gangs of New York”), il Welcome Show che accoglierà i visitatori, non senza qualche attimo di trambusto. Infatti, sarà il boss di New York, con i suoi scagnozzi, a scatenare il finimondo, perché svegliato troppo presto, provocando il panico tra i passanti. Fuggiti da lì, nuove avventure aspettano gli ospiti nel Far West, villaggio di frontiera, sulla rotta delle miniere d’oro, dove la vita scorre apparentemente tranquilla. Ma alle 11 irrompe puntale un bandito ricercato in tutta la contea
che rapisce la fidanzata dello sceriffo. Saranno gli spettatori ad aiutarlo a riprendersi la sua amata, costi quel che costi, in un vero ‘mezzogiorno di fuoco’. Infatti alle 12 e alle 14, nel Teatro 4, vi aspetta uno spettacolo che ha già ottenuto riconoscimenti internazionali e rappresentazioni in alcuni dei più importanti teatri del mondo, “Inferno: lo Show”, prodotto dalla No Gravity Dance Company di Emiliano Pellisari, dove danzatori acrobati immersi in un’atmosfera dantesca, disegnano traiettorie e figure che sfidano le leggi della gravità.
Ma a pochi metri di Cinecittà Street, i visitatori si ritroveranno catapultati in un set di realtà virtuale, con l’obiettivo di salvare la Terra dall’attacco alieno: è “La guerra dei mondi”, una vera e propria battaglia dove il protagonista sei tu. Una mostra su due piani, Pezzi da Oscar, di sculture, statue, arredi e pezzi unici tratti dai film che hanno reso grande Cinecittà (90 candidature e 47 Oscar vinti) per celebrare gli 80 anni. Poi, per chi ama il mix di brivido e comicità, ci sono i “Trucchi da paura - I segreti del cinema horror”, un live comedy show che svela gli effetti speciali del genere. E allo scienziato
servono cavie per testare i suoi trucchi. Sarete voi i prescelti? Lo scoprirete ogni giorno alle 13, alle 15 o alle 17. E siamo arrivati nell’area Roma, dal grande portale ecco la terza grande novità “Ben Hur”. Gli ospiti portati sul set originale del remake e vestiti da antichi romani, potranno partecipare alla Corsa delle Bighe. Un’esperienza unica al mondo che lascerà tutti senza fiato, come il mini-film appena realizzato sul set.
Sulla strada di Spaceland si incontra invece “Altair”, la montagna russa con più inversioni d’Europa (10), arricchita con nuovi effetti, e “Missione Laser”, un tunnel di raggi laser da superare indenni. In questo modo si arriva nel Far West, set di 4 nuove attrazioni: Il Labirinto, una virtual arcade (set in realtà virtuale) dove gli ospiti dovranno tentare, ancora una volta, di uscire indenni da un percorso infestato da scheletri; Rodeo, gli autoscontri a tema western; Aqua Rodeo in cui sfidare a colpi di sgommate sull’acqua, e infine la Horror House, un viaggio animato con attori veri, tra i set ‘da paura’ nei sotterranei di
Cinecittà World. Lasciato il fortino, ecco Adventure Land, dove entrare nel coaster Inferno, attraversare la Foresta Indiana, intorno all’elefante di Indiana Adventure, perdersi nel mega playground Giocarena, volare sugli aeroplanini di “Aviator” o diventare reclute per un giorno nel sottomarino di “U571 - Aquila IV” (rifacimento dell’omonimo tedesco Oscar per il Miglior Film Straniero). E in arrivo una grande sorpresa targata MSC Crociere.
Tornati nella Piazza, con le sue fontane danzanti, il futuro nuovo circuito Scooter, dove mettere alla prova le proprie abilità di pilota su un vero circuito di Hoverkart. SpacExpress, un viaggio interplanetario in 4D, destinazione Marte, e le automobiline di Velocità Luce che ci portano infine a Sognolabio, regno delle attrazioni per bambini, con la divertente Bagnabattaglia, i rimbalzi di Salterello, le pedalate verso il cielo di Bici Volanti, il vorticoso ruotare de Le Tazze e il divertente su e giù di Torremagò. Infine, altra novità, il Magic Show dove vi accoglieranno due eleganti prestigiatori che, con il Mago Heldin, daranno vita ad una esibizione di magia close-up, con spettacoli ripetuti ogni ora. Per finire la giornata il Goodbye Show sul palco della Cinecittà Street: omaggio agli ottant’anni degli Studios di Cinecittà, fondati nel 1937, con uno spettacolo in cui far rivivere, tra realtà e immaginazione, le scene
più famose dei film che hanno fatto la storia del Cinema… perché, come ama dire Francis Ford Coppola: “Cinecittà è come Hollywood, un luogo dove si può fare qualsiasi cosa”. Naturalmente, non è tutto, come accennavamo prima ci sono gli eventi. Partenza il 25 e il 26 marzo con Yo Urban Dance, appuntamento con la danza urbana e migliaia di ballerini sul palco del Teatro 1; il 6-7 maggio CSEN torna con la Finale Nazionale di Danza Moderna. L’8 aprile Festa… da 11 Oscar (vinti dalla versione del ‘59) a tema “Ben Hur!” con l’inaugurazione della Corsa delle Bighe. Omaggio a Totò il 15 aprile, a 50 anni dalla scomparsa. Sul maxischermo verrà presentato il documentario “Lei non sa chi è… Totò!”, prodotto da Cinecittà. In più, per un giorno il Parco parlerà a una sola voce, come Totò, diffondendo le battute e le
gag tratte dalle scene più famose dei suoi film. Altre giornate a tema riguardano Massimo Troisi (4 giugno), Alberto Sordi (15 giugno), Bud Spencer (27 giugno), pezzi del futuro Tognazzi Film Festival a fine luglio. Infine dall’11 al 15 ottobre arriva la XIII edizione del Saturno Film Festival con proiezioni, retrospettive ed eventi. E ancora Ferrari Passione Rossa (23 aprile), Cinecittà World Tuning Night (24 giugno) con più di 500 auto e moto modificate; replica il 29 ottobre con Halloween Tuning Fest. Il 1° maggio sport con la Cinecittà World Run; il 1° luglio Wrestling Mania, con alcune delle più importanti star americane; dall’8 al 10 settembre mountain bike con XVIII edizione della 24h MTB Roma; l’8/9 ottobre Sport Days offrirà la possibilità a tutti
gli ospiti di provare numerose discipline sportive con lezioni introduttive gratuite. Musica il 25 giugno con il Michael Jackson Neverland Tribute in occasione dell’ottavo anniversario della sua scomparsa, e nell’anticipo di Ferragosto, il 15 luglio con Ferraluglio - Festival Latino, a ritmo di salsa, musica e giochi d’acqua, e. Il 21-22 aprile, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Terra ed in collaborazione con Corepia (Consorzio Nazionale per il riciclo della plastica), si avrà la possibilità di entrare al parco pagando con bottiglie usate da riciclare. E per tutto il mese laboratori e attività di sensibilizzazione rivolti a oltre 10mila studenti. Da Maggio in poi l’Oscar dei Comuni, sfida patrocinata da ANCI Lazio tra i Comuni d’Italia
e le loro eccellenze locali. Dal 12 al 14 maggio, Bimbinfiera; il 27 e 28 maggio, la III Fiera del Gluten Free Food; sempre il 28 maggio appuntamento con l’Educational Scuole, dedicato a scoprire le novità dei percorsi didattici; il 2 giugno Caput Music Fest – Musica Vincit Omnia, un live festival in collaborazione con Real Sound Project con cantanti, rapper e Dj, Dance Floor e laboratori; dal 3 all’11 giugno Interforze Viva l’Italia: esposizioni, addestramenti, esibizioni, attività, discipline sportive, mezzi militari. Un omaggio agli uomini e alle donne che garantiscono la nostra sicurezza. Dal 15 al 18 giugno Oriente Experience, stand etnici, allestimenti, esibizioni di arti marziali, stage, seminari e conferenze che si concluderà sabato 17 sera col Festival delle Lanterne.
Il Cinema si fa Moda con gli appuntamenti delle sfilate Passerella da Oscar, il 3 giugno, 1 luglio, 5 agosto, 9 settembre, con abiti ispirati alle grandi dive. Bellezza protagonista anche nella Finale Italiana di The Look of the Year, dal 20 al 26 agosto, e nella Finale Internazionale di New Model Today, dal 28 agosto al 2 settembre, con selezioni di modelle/i, shooting fotografici e riprese televisive live. Gli eventi estivi culmineranno con le Notti di Cinema in Cinecittà Street e il Ferragosto Live con la festa più hot dell’estate.
Bisogna ricordare ai visitatori che un evoluto sistema di telecamere body capture ‘aggancia’ il visitatore al suo ingresso al parco e si viene così, nostro malgrado, proiettati sul maxi schermo e il palco che domina Cinecittà Street. Un dispettoso Grande Fratello? Forse, ma se volete essere per qualche momento ‘interprete’ di un colossale set a cielo aperto, ecco l’occasione. Anche perché gli ospiti possono vedere come si gira una scena e partecipare in prima persona come attori e/o comparse. E’ il caso del film “Nato a Casal di Principe”, una storia vera prodotta da Rai Cinema, Cinemusa e Quality Film le cui riprese sono previste l’8 aprile.
L’esperienza cinema, comunque, continua nella ristorazione: piatti tipici nel Ristorante Roma, carni in stile Far West al Saloon, la New York degli anni ’20 nel raffinato Ristorante Charleston, hamburger e panini nell’American Bar. Insomma, i 30 ettari di attrazioni, set e divertimento sono il frutto del lavoro di 300 persone. L’80% ha meno di 30 anni. Nuovo per questa stagione anche il management alla guida del piano di sviluppo del parco, il Presidente Roberto Bosi e l’Amministratore Delegato Stefano Cigarini che dichiara: “Stiamo lavorando ad un modello di Experience Park, dove l’ospite può toccare con mano quello che normalmente vede al cinema o in Tv… a Cinecittà World entri in un film, in un programma televisivo, in un cartone animato”. José de Arcangelo
Cinecittà World è a Roma, Castel Romano, sulla via Pontina a 10’ dal Grande Raccordo Anulare. Per acquisto biglietti e menù online, info e orari apertura (10-18/11-23 d’estate) www.cinecittaworld.it